Grafici, relazioni, regole…

Ricercare relazioni e regole fra grandezze è un’attività che è a fondamento stesso della scienza. Gli studi avanzano grazie ai dati che seguono da predizioni quanto più accurate e vicine all’osservazione metodica dei fenomeni naturali. Oggi, per fortuna, disponiamo di una miriade di documenti storici capaci di presentarci un’eccellente panoramica di alcuni dei più importanti sviluppi scientifici, intellettuali e tecnici del XV-XVIII secolo*. 

Quindi, se ne abbiamo voglia, e soprattutto la curiosità necessaria, possiamo tratteggiare i piccoli grandi passi che hanno definito la genesi della cartografia tematica e del pensiero statistico.

Purtroppo però non esistono fonti altrettanto diffuse e note che ci permettono di segnare collegamenti fra il pensiero visivo e la rappresentazione visiva dei dati che raccolgono i contributi di discipline separate. Ma facendo caso al panorama che si presenta anche oggi di fronte ai nostri occhi, composto dai membri nella società di cui facciamo parte, beh..notiamo subito una cosa. I nostri colleghi e i vari professionisti, che incontriamo di volta in volta, amano descriversi a partire dalla loro peculiare specializzazione. Se tu parli loro delle interconnessioni fra i diversi saperi e quelle che sono poi le loro branche, Pur mostrandosi interessati per alcuni minuti (qui interviene anche ciò che comunemente si definisce educazione), dopo poco ci si trova (da ambedue le parti, ma per diversi motivi) a dover ignorare la genesi che ne ha definito lo sviluppo.

Eppure, la storia mostra le sue trame e i suoi avvenimenti attraverso ciò che viene raccolto, illustrato, reso coerente dalla mano di colui che raccoglie i materiali e indirizza lo sguardo attento fra le fonti primarie e secondarie, che – in parallelo – offrono tracce semantiche capaci di contribuire al racconto e all’interpretazione dei dati che saranno poi alla base della storia.

C’è un bel progetto multimediale di cui sono venuta a conoscenza tempo fa che prende il nome di Milestones. Sì, certo, ora qualcuno di voi ricorderà che le milestones sono un termine che appartiene alla costruzione del software e indicano i cosiddetti “traguardi intermedi” a fondamento dell’elaborazione di un progetto, di un’architettura. Molto probabilmente, questo è il caso in cui il nome non è stato scelto a caso…

L’idea centrale è di mettere in luce come quest’archivio di mappe, diagrammi e grafici elaborati (e selezionati) dagli autori Michael Friendly e Daniel J. Danis possa caratterizzare in maniera più dettagliata e descrittiva la storia dell’interpretazione e visualizzazione dei dati per quella che è la nostra di storia. In chiave di info-grafica, lontana quindi da ogni versione parziale, riduzionista, e/o più o meno romanzata dove alcuni temi e connessioni (apparentemente minori) non sono dichiarate in maniera esplicita.

Immagino che uno degli obiettivi che si propone di avere questa risorsa multimediale sia l’essere uno strumento flessibile, un riferimento utile a quegli studenti che, per un motivo o per un altro, non si sono ancora abituati a pensare in chiave di complessità strutturale. Del resto il suo funzionamento è piuttosto semplice: le descrizioni degli eventi potenziano il loro messaggio grazie all’utilizzo di immagini scelte ad hoc, e di collegamenti a fonti correlate (web e stampa) capaci di offrire dei commenti più dettagliati.

*Che cosa ne ho colto io?

Beh per il tempo che ho dedicato alla piattaforma, utile a capirne il funzionamento, posso dirvi che la prima rappresentazione grafica fra due grandezze (o almeno la prima che ha avuto una certa influenza scientifica) si trova nell’opera di Nicola Oresme (1320-1382). Questo personaggio oltre ad esser stato vescovo di Lisieux (noto centro di pellegrinaggio cattolico, nella regione della Normandia) era anche consigliere alla corte di Carlo V in Francia. Probabilmente il suo animo fu appassionato dalla scienza, anzi ancora meglio, dalla fisica. Sappiamo che nel suo Tractatus de configurationibus qualitatum et motuum riuscì a tracciare uno dei primi grafici di un oggetto in movimento, partendo dalla convinzione che  se è possibile misurare un qualcosa, questo deve avere per forza delle qualità continue.

Ganzo il tipo vero? come spesso accadeva per questi ecclesiasti che studiavano praticamente tutta la vita tutto ciò che ricade sotto il cappello della teologia e della teleologia,  durante il corso della giornata ci si doveva anche annoiare parecchio. A furia di pensare solo al presenziare ai sacramenti e organizzare il ciclo di lezioni teoriche per i novizi appena arrivati nella diocesi, perché non immaginare di poter viaggiare in posti nuovi, esotici, liberi?

La geografia era nelle corde del vescovo, perché per teorizzare quanto detto prima, i termini utilizzati nella sua opera furono presi in prestito proprio da questa disciplina. Su una linea orizzontale priva di scala, che chiamava longitudo, sistema i punti indicanti gli istanti del tempo. In corrispondenza di questi tracciava poi un segmento perpendicolare, definito latitudo, che esprimeva la velocità. I segmenti erano unite da una linea che era uniforme (uniformis) se erano della stessa lunghezza e difforme (difformis) in caso contrario.

Proseguendo con l’analisi del grafico si nota come il lavoro di Oresme riuscì ad anticipare e influenzare gli studi di Galileo Galilei (1564-1642) riguardo al moto dei corpi. Rimase però indipendente e privo di influenze sul trattato dedicato alla geometria all’interno del Discorso sul Metodo scritto per mano del filosofo francese René Descartes (1596-1650). All’interno di quest’opera Descartes voleva studiare le proprietà algebriche di rette, curve chiuse (cerchi ed ellissi) e aperte (parabole ed iperboli) attraverso delle linee di riferimento oblique tracciate su un piano. Tuttavia Descartes non definì l’utilità di ricorrere a questo genere di sistema per localizzare dei punti nello spazio. Nella sua operaon si trova traccia di termini come ordinata e ascissa!

Questa visione si allontana da quella sistematica e funzionale, per così dire, adottata invece da un geografo che nel passato, alla precisione dei calcoli e alla fedeltà delle carte con la realtà, dedicava il suo intero lavoro.

Andando avanti fra le numerose risorse multimediali, che vale la pena approfondire e collegare con quanto appreso, si arriva finalmente a colui che riuscì a mettere a confronto la variazione di due grandezze per evidenziarne la sottile correlazione. L’anno è il 1868, e io sto parlando del mitico astronomo rigorosamente “british” Edmund Halley (1656-1742), che molti di voi conosceranno per aver predetto, a partire dallo studio e confronto della sua orbita, il ritorno della cometa (ogni 76 anni) che avrebbe poi ereditato il suo nome. Cliccando sul suo nome noterete un grafico, dove la precisa curva che vi risalta agli occhi, segnata a china e senza una minima sbavatura, esprime (oltreché la profonda conoscenza della materia nonostante gli esigui strumenti a disposizione), la pressione atmosferica in funzione dell’altitudine.

Dopo un grafico a singola curva, si arriva a Figuren. Lavoro definito questa volta da curve continue capaci di rappresentare la variazione nel tempo della temperatura della superficie terrestre,con chiari riferimenti alle varie latitudini. Fu realizzato dallo scienziato svizzero-tedesco Johann Heinrich Lambert (1728-1777). A lui si deve anche la lege che afferma che l’assorbanza di un campione di materiale è direttamente proporzionale al suo spessore. Che detto in parole più semplici sta a significare che nel momento in cui un fascio di luce (monocromatica) di intensità I0 attraversa lo strato di spessore l di un mezzo, una parte del fascio viene assorbita dal mezzo mentre l’altra ne viene trasmessa all’esterno con intensità residua I1.

OK, smetto subito di svelarvi le pietre miliari di Milestones e lascio a voi il divertimento!

Un consiglio che mi sento di dare è di perdere qualche minuto su ogni tendina di approfondimento, per cercare di capire cosa significano le immagini che vedete e se non avete chiaro il senso del concetto o del lavoro scientifico di cui si parla, verificatene il significato in lingua italiana.

Vi auguro una buona giornata, aspettando il prossimo articolo.

LH

 

 

 

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